Una nuova idea di biblioteca scolastica
Qual è la funzione, qual è il ruolo della biblioteca scolastica, oggi?
Prima parte: ridefinire i confini *
«È una sfida restare creativi abbastanza da abbandonare i confini che hanno funzionato per l'ultimo problema e trovare il più appropriato insieme di confini per il prossimo problema. È anche una necessità, se vogliamo trovare la giusta soluzione ai problemi».
Per
descrivere questo stereotipo ci rifaremo ad una serie di evidenze.
La prima di
queste evidenze è richiamata da un passo tratto dal libro di Valentina Petri, Portami
il diario. La mia scuola e altri disastri, Milano, Rizzoli, 2020 ed è
legata alla figura del bibliotecario scolastico.
“Fedele al
suo ruolo, il nostro bibliotecario sembra uscito da un’abbazia medievale:
gilet, pantaloni e giacca di velluto, sempre nei rassicuranti toni del maron,
sono il suo saio d’ordinanza; la barba folta e curatissima non stona sul suo
viso altrimenti troppo magro, in cui spiccano grandi occhi glaciali e severi;
una tonsura sul capo è un modo per dire che è quasi pelato. Ha un’aria sempre
molto ieratica, quando consegna un libro pare lo faccia con autentica
sofferenza e scruta l’incauto che ha osato domandare il prestito chiedendosi
se sarà degno dell’oggetto che sta per avere in custodia. Se i ragazzi
girano al largo, un po’ hanno anche ragione”.
Quest’aria
di distanza, di lontananza è confermata da indagini e ricerche condotte per
rispondere a queste domande:
Qual è
l’immagine che gli italiani hanno della biblioteca? Quali «parole» e quali
mondi associano a essa? Cos’è la biblioteca e a quali funzioni assolve questo
servizio pubblico nell’immaginario e nel vissuto quotidiano?
- Secondo gli studenti che hanno partecipato a “Porte Aperte alla Sapienza 2018”, una manifestazione che ospita le future “matricole” ovvero i maturandi che vengono all’Università per informarsi sull’offerta formativa rispetto agli indirizzi di studio prescelti, la biblioteca è …
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In
questo immaginario la biblioteca è qualcosa di molto legato all’oggetto
libro, giustamente; ma ciò che risalta è l’assoluta assenza di
esseri animati, di vitalità (silenzio, pace, tranquillità) di persone, di
utenti, della stessa presenza di un professionista bibliotecario; e non emerge
neanche un’immagine di “servizio”.
- Stesso scenario l’anno seguente con in più una attestazione che possiamo dire veramente emblematica:
Emblematica per due motivi: primo, perché conferma in maniera lapidaria quella assenza di vita
animata già evidenziata e secondo perché richiama un altro elemento, questa
volta concreto e rilevabile: la percentuale sempre più bassa (e in continua
diminuzione) delle persone che, In Italia, frequentano le biblioteche *
- Infine un’ indagine ancora più significativa: quella realizzata dalla Associazione Italiana Editori nel settembre 2018 condotta all’interno dell’«Osservatorio della lettura e dei consumi culturali» su un campione rappresentativo (per area geografica, età, genere, reddito e titolo di studio) dell’intera popolazione nazionale di età compresa tra i 14 e i 75 anni.” All’intervistato è stato chiesto di indicare spontaneamente «tre» parole associate a «Biblioteca», in modo da riuscire a catturare quali sono i mondi che la biblioteca è in grado di evocare, ma anche di comprendere quale sia il suo posizionamento nella percezione degli italiani (non per forza utenti), dove si colloca nell’immaginario sociale. Non si tratta di un’indagine su come gli utenti che frequentano la biblioteca la percepiscono nella dimensione del servizio o dell’assortimento, bensì come i «cittadini» la posizionano oggi nel loro vissuto e nel loro pensiero.”*
Ebbene, ancora una volta si conferma
lo stesso, identico scenario.
Gli anni della pandemia hanno contribuito a
rafforzare questa idea della biblioteca come luogo in cui al centro
dell’attenzione c’è il libro (e solo quello) e la sua “conservazione”, mettendo ai margini la sua valorizzazione e,
tra l’altro, anche quell’ambiente laboratoriale che la biblioteca scolastica deve
invece incarnare.
Eppure…
Mentre l’immaginario connesso alle
biblioteche scolastiche è ancora fortemente legato all’idea dei “libri senza
gente”, una visione totalmente diversa che assegna alle biblioteche un ruolo
strategico, di fondamentale importanza nella dimensione del benessere, della
qualità della vita delle persone e dello sviluppo sostenibile, e in
un’ottica collaborativa, così come configurato dall’Agenda 2030, è già realtà
in molti Paesi e situazioni del
mondo.
Le biblioteche scolastiche sono, devono
essere, ovunque, il luogo elettivo per l’accesso all’informazione e alla
conoscenza, che è anche il prerequisito utile al raggiungimento dei 17
obiettivi dell’Agenda 2030.
La Library Map of the World ci dà una panoramica dei tanti progetti già realizzati in tutto il mondo concepiti secondo questa visione innovativa del ruolo delle biblioteche, che appare dunque una concezione già consolidata.
L’Italia ha ancora poche storie… ma la
situazione è in movimento e la direzione è quella che si lascia alle spalle l’immaginario
dei “libri senza gente” e si orienta verso quella dimensione collaborativa e
laboratoriale che caratterizza le biblioteche scolastiche “innovative”.
Lo dimostrano un recente report di
CER e AIB dell’Emilia Romagna, che evidenzia come il 78,9% delle iniziative
collegate all’Agenda 2030 e realizzate dalle biblioteche nella regione abbiano
previsto il lavoro congiunto con altri partner ed enti culturali in un ottica
collaborativa di Rete, e il rapporto BES (Benessere Equo e
Sostenibile) dell’Istat in cui si evidenzia come l’istruzione, la formazione (attraverso
i parametri della fruizione delle biblioteche, lettura dei libri e della
partecipazione culturale fuori casa) e il livello di competenze acquisite
influenzino il benessere delle persone e aprano strade e percorsi
altrimenti preclusi.
Per concludere queste riflessioni
iniziali e prima di descrivere e prefigurare lo scenario auspicabile per le
nostre biblioteche scolastiche (vedi La Biblioteca scolastica come “terzo spazio”),
tre domande:
Che cosa accadrebbe se…
1. Che cosa accadrebbe se la biblioteca scolastica fosse concretamente progettata come uno spazio laboratoriale?
Il segmento dei giovani
esprime quel tipo di uso … Non vogliono coinvolgimento ma partecipazione
2. Che cosa accadrebbe se la
biblioteca scolastica facesse della crossmedialità la sua cifra?
Cominciamo a pensare ai giovani come a «consumatori di
storie»…pensiamo a ciò che accade nelle piattaforme di social reading ma anche
solo banalmente a Instagram o TikTok
3.Che cosa accadrebbe se la
biblioteca scolastica fosse progettata non solo sulla base dello spazio ma
anche del tempo?
Cominciamo a pensare
che abbiamo bisogno di pensieri lenti e di pensieri veloci
* (Videoconferenza di Chiara Faggiolani “Le biblioteche scolastiche nel
sistema del benessere dei giovani”)


