Una nuova idea di Biblioteca scolastica

 

Una nuova idea di biblioteca scolastica

Qual è la funzione, qual è il ruolo della biblioteca scolastica, oggi?


Prima parte: ridefinire i confini *

        «È una sfida restare creativi abbastanza da abbandonare i confini che hanno funzionato per l'ultimo problema e trovare il più appropriato insieme di confini per il prossimo problema. È anche una necessità, se vogliamo trovare la giusta soluzione ai problemi».

        (Donatella H. Meadows, Pensare per sistemi. Interpretare il presente, orientare il futuro verso uno sviluppo sostenibile            Milano, Guerini Next, 2019)

 Partiamo da questa citazione perché sollecita, o meglio, ci impone la necessità di avere una nuova visione delle cose; e questo, quando si parla di biblioteche scolastiche, e delle biblioteche in generale, oggi è quanto di più indispensabile e ineludibile. Ciò perché alla Biblioteca è ancora connesso uno stereotipo, un immaginario che occorre al più presto rimuovere, superare, per poi ridefinirne i confini.

Per descrivere questo stereotipo ci rifaremo ad una serie di evidenze.

La prima di queste evidenze è richiamata da un passo tratto dal libro di Valentina Petri, Portami il diario. La mia scuola e altri disastri, Milano, Rizzoli, 2020 ed è legata alla figura del bibliotecario scolastico.

“Fedele al suo ruolo, il nostro bibliotecario sembra uscito da un’abbazia medievale: gilet, pantaloni e giacca di velluto, sempre nei rassicuranti toni del maron, sono il suo saio d’ordinanza; la barba folta e curatissima non stona sul suo viso altrimenti troppo magro, in cui spiccano grandi occhi glaciali e severi; una tonsura sul capo è un modo per dire che è quasi pelato. Ha un’aria sempre molto ieratica, quando consegna un libro pare lo faccia con autentica sofferenza e scruta l’incauto che ha osato domandare il prestito chiedendosi se sarà degno dell’oggetto che sta per avere in custodia. Se i ragazzi girano al largo, un po’ hanno anche ragione”.

Quest’aria di distanza, di lontananza è confermata da indagini e ricerche condotte per rispondere a queste domande:

Qual è l’immagine che gli italiani hanno della biblioteca? Quali «parole» e quali mondi associano a essa? Cos’è la biblioteca e a quali funzioni assolve questo servizio pubblico nell’immaginario e nel vissuto quotidiano?

 -  Secondo gli studenti che hanno partecipato a “Porte Aperte alla Sapienza 2018”, una manifestazione che ospita le future “matricole” ovvero i maturandi che vengono all’Università per informarsi sull’offerta formativa rispetto agli indirizzi di studio prescelti, la biblioteca è … 


libro 197
silenzio 93
studio 88
cultura 69
tranquillità 37
conoscenza 25
scaffale 21
concentrazione 19
sapere 17
pace 17
studiare 13
informazione 12
libertà 9
lettura 9
ricerca 8
luogo 8
curiosità 8
sapienza 7
parola 7
sedia 6
scrivania 6


                                        

In questo immaginario la biblioteca è qualcosa di molto legato all’oggetto libro, giustamente; ma ciò che risalta è l’assoluta assenza di esseri animati, di vitalità (silenzio, pace, tranquillità) di persone, di utenti, della stessa presenza di un professionista bibliotecario; e non emerge neanche un’immagine di “servizio”.

 - Stesso scenario l’anno seguente con in più una attestazione che possiamo dire veramente emblematica

 


  Emblematica per due motivi: primo, perché conferma  in maniera lapidaria quella assenza di vita animata già evidenziata e secondo perché richiama un altro elemento, questa volta concreto e rilevabile: la percentuale sempre più bassa (e in continua diminuzione) delle persone che, In Italia, frequentano le biblioteche *

 - Infine un’ indagine ancora più significativa: quella realizzata dalla Associazione Italiana Editori nel settembre 2018 condotta all’interno dell’«Osservatorio della lettura e dei consumi culturali» su un  campione rappresentativo (per area geografica, età, genere, reddito e titolo di studio) dell’intera popolazione nazionale di età compresa tra i 14 e i 75 anni.” All’intervistato è stato chiesto di indicare spontaneamente «tre» parole associate a «Biblioteca», in modo da riuscire a catturare quali sono i mondi che la biblioteca è in grado di evocare, ma anche di comprendere quale sia il suo posizionamento nella percezione degli italiani (non per forza utenti), dove si colloca nell’immaginario sociale. Non si tratta di un’indagine su come gli utenti che frequentano la biblioteca la percepiscono nella dimensione del servizio o dell’assortimento, bensì come i «cittadini» la posizionano oggi nel loro vissuto e nel loro pensiero.”*

Indagine AIE 2018

https://media.giornaledellalibreria.it/presentazione/allegati/Se%20ti%20dico%20biblioteca%20cosa%20pensi_osservatorio%202018.pdf

Ebbene, ancora una volta si conferma lo stesso, identico scenario.

Gli  anni della pandemia hanno contribuito a rafforzare questa idea della biblioteca come luogo in cui al centro dell’attenzione c’è il libro (e solo quello) e la sua “conservazione”,  mettendo ai margini la sua valorizzazione e, tra l’altro, anche quell’ambiente laboratoriale che la biblioteca scolastica deve invece incarnare.

Eppure…

Mentre l’immaginario connesso alle biblioteche scolastiche è ancora fortemente legato all’idea dei “libri senza gente”, una visione totalmente diversa che assegna alle biblioteche un ruolo strategico, di fondamentale importanza nella dimensione del benessere, della qualità della vita delle persone e dello sviluppo sostenibile, e in un’ottica collaborativa, così come configurato dall’Agenda 2030, è già realtà in molti Paesi  e situazioni del mondo.

Le biblioteche scolastiche sono, devono essere, ovunque, il luogo elettivo per l’accesso all’informazione e alla conoscenza, che è anche il prerequisito utile al raggiungimento dei 17 obiettivi dell’Agenda 2030.

 La Library Map of the World ci dà una panoramica dei tanti progetti già realizzati  in tutto il mondo concepiti secondo questa visione innovativa del ruolo delle biblioteche, che appare dunque una concezione già consolidata.

L’Italia ha ancora poche storie… ma la situazione è in movimento e la direzione è quella che si lascia alle spalle l’immaginario dei “libri senza gente” e si orienta verso quella dimensione collaborativa e laboratoriale che caratterizza le biblioteche scolastiche “innovative”.

Lo dimostrano un recente report di CER e AIB dell’Emilia Romagna, che evidenzia come il 78,9% delle iniziative collegate all’Agenda 2030 e realizzate dalle biblioteche nella regione abbiano previsto il lavoro congiunto con altri partner ed enti culturali in un ottica collaborativa di Rete, e il rapporto BES (Benessere Equo e Sostenibile) dell’Istat in cui si evidenzia come l’istruzione, la formazione (attraverso i parametri della fruizione delle biblioteche, lettura dei libri e della partecipazione culturale fuori casa) e il livello di competenze acquisite influenzino il benessere delle persone e aprano strade e percorsi altrimenti preclusi.

 

Per concludere queste riflessioni iniziali e prima di descrivere e prefigurare lo scenario auspicabile per le nostre biblioteche scolastiche (vedi La Biblioteca scolastica come “terzo spazio”), tre domande:


 Che cosa accadrebbe se…

1. Che cosa accadrebbe se la biblioteca scolastica fosse concretamente progettata come uno spazio laboratoriale?

Il segmento dei giovani esprime quel tipo di uso … Non vogliono coinvolgimento ma partecipazione

 

2. Che cosa accadrebbe se la biblioteca scolastica facesse della crossmedialità la sua cifra?

Cominciamo a pensare ai giovani come a «consumatori di storie»…pensiamo a ciò che accade nelle piattaforme di social reading ma anche solo banalmente a Instagram o TikTok

 

3.Che cosa accadrebbe se la biblioteca scolastica fosse progettata non solo sulla base dello spazio ma anche del tempo?

Cominciamo a pensare che abbiamo bisogno di pensieri lenti e di pensieri veloci

 

* (Videoconferenza di Chiara Faggiolani “Le biblioteche scolastiche nel sistema del benessere dei giovani”)