Educare alla lettura
Innanzi tutto, che cosa significa “insegnare a leggere”? È davvero possibile?
“Come sappiamo l’espressione “insegnare
a leggere” nella scuola italiana ha un significato preciso: si riferisce
esclusivamente alla capacità di decodificare le parole sulla carta. Ma noi
intendiamo ben altro rispetto a questo.
E dunque si può insegnare “la
lettura”? Si può insegnare come diventare lettrici e lettori esperti, critici, abituali
sensibili competenti e autentici (…) senza far sbiadire e scomparire i piaceri
e la gioia di leggere?”
(…) Ma la domanda più importante, forse è questa: come possiamo
metterci a servizio dei nostri studenti e offrire loro una possibilità di
diventare lettori per la vita e a vita, soprattutto fuori
da scuola e a scuola finita?"
(Poletti Riz - Pognante, Educare alla
lettura con il WRW, Erickson, p.16)
Cerchiamo qualche risposta
La lettura incide in modo significativo sia sul successo scolastico (vedi pagina “La biblioteca scolastica e il rendimento degli studenti” – a breve online) che sulla possibilità di apprendere, sperimentare, sviluppare e far fiorire liberamente capacità, talenti e aspirazioni.
Occorrono interventi, attività e
iniziative mirate e specifiche per l’educazione/ promozione della lettura.
Una precisazione: il termine “promozione”
lo usiamo in riferimento “all’esterno” della scuola, educazione "all’interno": quest'ultimo è compito specifico della scuola. Tenere abbinati i due elementi (“dentro” e “fuori”)
significa che entrambi concorrono in maniera complementare alla creazione del
lettore abituale e competente. (vedi pagina “Attività e buone pratiche di
educazione alla lettura” – a breve
on line)
