Educare alla lettura


 Educare alla lettura


    Come docenti (non solo di italiano!) conosciamo bene la bellezza, la potenza e l’incanto di quella esperienza che chiamiamo “Lettura”, della vera e buona lettura.  E sappiamo quanto sia importante educare gli studenti a questa esperienza, ma anche quanto questo compito sia difficile, sempre più difficile e come questa consapevolezza ci porti spesso a metterci in discussione, a porci domande e a cercare risposte.

    Innanzi tutto, che cosa significa “insegnare a leggere”? È davvero possibile?

   “Come sappiamo l’espressione “insegnare a leggere” nella scuola italiana ha un significato preciso: si riferisce esclusivamente alla capacità di decodificare le parole sulla carta. Ma noi intendiamo ben altro rispetto a questo.
E dunque si può insegnare “la lettura”? Si può insegnare come diventare lettrici e lettori esperti, critici, abituali sensibili competenti e autentici (…) senza far sbiadire e scomparire i piaceri e la gioia di leggere?” 
    (…) Ma la domanda più importante, forse è questa: come possiamo metterci a servizio dei nostri studenti e offrire loro una possibilità di diventare lettori per la vita e a vita, soprattutto fuori da scuola e a scuola finita?"
        (Poletti Riz - Pognante, Educare alla lettura con il WRW, Erickson, p.16)

    Cerchiamo qualche risposta

     La lettura è una competenza trasversale e come tale richiederebbe, per una efficace educazione, il coinvolgimento degli insegnanti di tutte le discipline, non solo quelli di italiano. (vedi pagina “Il curricolo verticale di educazione della lettura” – prossimamente on line)

    La lettura incide in modo significativo sia sul successo scolastico (vedi pagina “La biblioteca scolastica e il rendimento degli studenti” – a breve online) che sulla possibilità di apprendere, sperimentare, sviluppare e far fiorire liberamente capacità, talenti e aspirazioni.

   Occorrono interventi, attività e iniziative mirate e specifiche per l’educazione/ promozione della lettura.
 Una precisazione: il termine “promozione” lo usiamo in riferimento “all’esterno” della scuola, educazione "all’interno": quest'ultimo è compito specifico della scuola. Tenere abbinati i due elementi (“dentro” e “fuori”) significa che entrambi concorrono in maniera complementare alla creazione del lettore abituale e competente. (vedi pagina “Attività e buone pratiche di educazione alla lettura” –  a breve on line)

  Diventa tuttavia importante superare la fase che vede la lettura solo come progetto, in cui collocare eventi entusiasmanti, anche ricercati, eppure saltuari. La lettura ha bisogno di una continuità, di una biblioteca che diventi veramente servizio nella per la scuola; diventare servizio alla propria utenza e ai cittadini tutti: questo passaggio porta a concepire gli studenti come cittadini con diritto alla conoscenza, al quale la scuola ha il dovere di corrispondere.

    


Per un curriculo verticale di educazione alla lettura